Saluto di benvenuto del Presidente
del Comitato Regionale UNPLI ABRUZZO
Avv. Amedeo Cappella

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare…..
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, ché sapor d’acqua natia
rimanga ne’ cuori esuli a conforto…..

 

     Così Gabriele D’Annunzio descrive il momento in cui i pastori danno inizio alla transumanza che dai pascoli montani porta a valle, sino al mare.
Ma l’Abruzzo non è solo quello del mondo arcaico silvo-pastorale cantato dal Poeta, è anche, e soprattutto oggi, una regione volta al futuro con i siti dell’industria robotica e telematica, con campus universitari all’avanguardia, con le più moderne industrie automobilistiche e motociclistiche.
A questa faccia dell’identità abruzzese più recente fa da contraltare la magnificenza degli impianti medievali delle sue più artistiche cittadine, le sue abbazie ed i luoghi di culto più profondi dell’antico mondo monastico.
Celestino V°, il Papa del “gran rifiuto”, è l’emblema di questo universo che dai romitaggi della Majella e del Morrone si espanse sino alla città de L’Aquila, una delle capitali del regno di Federico II° di Svevia, effondendo spiritualità e diffondendo arte e cultura.
Questa sorgente continua di spiritualità cristiana raggiunge il suo culmine nel “Volto Santo” di Manoppello, con la suggestione del volto del Nazzareno ritratto su tela, quale rinnovata Sindone, come sottolineato dal Santo Padre nella sua visita di qualche anno addietro.
Le vette più alte della Majella scrutano dappresso il verde del mare Adriatico, mentre dallo scoglio calcareo del Gran Sasso, la più elevata cima degli Appennini, lo sguardo coglie tutto il Centro Italia e si perde nel blu intenso di un cielo puro e cristallino.
Scendendo verso le coste, città moderne e di intensa vitalità offrono al Visitatore le loro accoglienti lunghe spiagge di candida sabbia, le calette con dune mosse dal vento, le baie più nascoste tra neri scogli e bianchi sassi levigati dall’acqua e dal vento, i “trabocchi” opera meccanica figlia dell’inventiva e della genialità, divenuti oggi emblema delle coste abruzzesi e tutelati da una legge regionale.
Ai tesori della natura, dell’arte, della spiritualità fa da contrappunto l’accoglienza delle genti d’Abruzzo, abituate da generazioni a confrontarsi con altri popoli, con altre usanze sia perché la regione è stata da sempre crocevia e raccordo tra nord e sud, sia perchè storie di povertà e di indigenza hanno portato gli abruzzesi a solcare tutti i mari, a disperdersi nel mondo alla ricerca di sicurezza economica per le famiglie e di un affrancamento sociale sempre inseguito, ma mai compiutamente raggiunto nella propria terra e le vicende di questi mesi, purtroppo, ne rappresentano una triste conferma.
Ma la forza, la caparbietà e la cortesia delle Donne e degli Uomini d’Abruzzo sapranno conquistare quanti, lontani da preconcetti e stereotipi, riusciranno a cogliere l’essenza di questa Regione che ha i piedi ben piantati nella storia e nella cultura tradizionali,il cuore che batte all’unisono con un ambiente incontaminato e con un turismo attento alla natura ed alle sue formidabili peculiarità, e la testa rivolta al futuro di uno sviluppo compatibile capace di rinnovare questa Terra di emozioni e di forti sensazioni e di aprirla, infine, ad uno sviluppo sociale che gli Abruzzesi meritano e che stanno guadagnando con il loro costante impegno e con la loro fantasiosa capacità.


E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri…..
Ora lungh’esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l’aria…..
Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah perché non son io cò miei pastori?

 

     A Voi graditi Ospiti, Amici delle regioni d’Italia, porgo il mio più sentito benvenuto in questa terra aspra e dolce nel contempo. Con l’augurio che prima di raggiungere le Vostre case per il rientro attingiate profondamente alla nostra “acqua”, affinchè il sapore dell’Abruzzo rimanga nei Vostri cuori e nei Vostri ricordi.

Dalla sede sociale, lì 20 agosto 2008.